Frattura del capitello radiale al gomito

Frattura del capitello del radio al gomito

Il radio, in prossimità del gomito, termina con una testa arrotondata chiamata capitello per la sua somiglianza con l'elemento architettonico delle colonne classiche. Le fratture di questa regione sono estremamente comuni (rappresentano il 20% delle lesioni ossee da caduta) e colpiscono frequentemente persone tra i 30 e i 50 anni, spesso in associazione a una lussazione del gomito.

Meccanismo di lesione e Sintomi

La causa tipica è la caduta accidentale con le braccia protese in avanti per proteggere il viso: l'energia dell'impatto si scarica lungo l'avambraccio, colpendo l'articolazione del gomito. I segnali che devono far sospettare una frattura della testa radiale sono:

  • Dolore acuto sul versante esterno del gomito;
  • Gonfiore e tumefazione articolare;
  • Impossibilità di ruotare l'avambraccio (portare il palmo in alto o in basso);
  • Difficoltà marcata nel piegare o distendere il braccio.

La Classificazione di Mason

Per stabilire la strategia terapeutica, gli ortopedici utilizzano la classificazione di Mason, che suddivide le fratture in base allo spostamento dei frammenti:

Capitello_radiale

Classificazione di Mason delle fratture del capitello radiale.

  • Tipo I: Fratture composte o piccole crepe. I frammenti sono in posizione normale. Spesso non sono visibili alle prime radiografie.
  • Tipo II: Fratture che coinvolgono una parte ampia della superficie articolare e risultano lievemente spostate.
  • Tipo III: Fratture comminute (gravamente rotte in più pezzi). Spesso si associano a lesioni dei legamenti e compromettono seriamente la funzione del gomito.

Trattamento e Riabilitazione

L'approccio varia drasticamente a seconda del tipo di Mason:

  • Tipo I: Trattamento conservativo (tutore o gesso per pochi giorni) seguito da mobilizzazione precoce.
  • Tipo II: Se lo spostamento è minimo, si procede con immobilizzazione per 2-3 settimane. Se il frammento ostacola il movimento, è necessaria la ricostruzione chirurgica con placca e viti.
  • Tipo III: Il trattamento è sempre chirurgico. In base alla gravità, si può optare per la fissazione dei frammenti, la loro rimozione o la sostituzione con una protesi di capitello.

Attenzione: L'immobilizzazione del gomito non deve mai superare le 3 settimane per evitare la rigidità articolare, una complicazione molto difficile da risolvere.

Dott. Giuseppe Fanzone

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