Infiltrazioni articolari in ortopedia: indicazioni, sostanze e criteri di scelta

Un nodo con corda rossa. Il nodo come il tessuto connettivo.
Foto di David Rado

Infiltrazioni articolari: principi, indicazioni e prospettive terapeutiche

Le infiltrazioni articolari costituiscono una modalità di trattamento ampiamente utilizzata in ortopedia, reumatologia e medicina dello sport. La procedura consiste nell'introduzione controllata di una sostanza all'interno di un'articolazione o, secondo l'indicazione clinica, in una specifica struttura periarticolare.

Il termine infiltrazione non identifica una terapia unica, ma una via di somministrazione attraverso la quale vengono impiegate sostanze farmacologicamente e biologicamente eterogenee, con obiettivi differenti.

Corticosteroidi, acido ialuronico, preparati ematici autologhi come il platelet-rich plasma (PRP) e altre sostanze sono stati studiati in differenti condizioni patologiche e distretti anatomici. Parlare genericamente di "infiltrazioni" senza specificare articolazione, indicazione, sostanza, tecnica e obiettivo terapeutico è clinicamente riduttivo.

L'indicazione deve essere collocata all'interno del percorso diagnostico-terapeutico complessivo del paziente.

L'infiltrazione non sostituisce la diagnosi

L'infiltrazione è il risultato di una valutazione clinica nella quale siano stati definiti:

  • il distretto anatomico coinvolto;
  • la diagnosi o il sospetto diagnostico;
  • la sede precisa della sintomatologia;
  • la fase evolutiva della patologia;
  • i reperti radiografici, ecografici o di altre metodiche di imaging;
  • le precedenti terapie eseguite;
  • le comorbidità e le controindicazioni;
  • l'obiettivo realistico del trattamento.

La medesima sostanza può avere indicazioni differenti a seconda della sede e della patologia, così come una singola articolazione può essere trattata con sostanze diverse in funzione dello scenario clinico. L'infiltrazione è una delle componenti di una strategia terapeutica individualizzata.

Perché ricorrere a un trattamento infiltrativo?

La somministrazione locale consente di veicolare il principio attivo direttamente nella sede anatomica target. Questo assume rilevanza quando l'obiettivo è ottenere un effetto circoscritto o intervenire nel microambiente articolare o periarticolare.

Il vantaggio teorico della somministrazione locale non implica una superiorità automatica dell'infiltrazione rispetto alla terapia sistemica o ad altre strategie conservative. La scelta deve essere sostenuta dall'indicazione clinica e dall'evidenza disponibile per quella specifica procedura.

Le principali sostanze utilizzate

Le infiltrazioni possono essere eseguite utilizzando classi di sostanze marcatamente differenti.

Corticosteroidi

I corticosteroidi intra-articolari rappresentano una modalità infiltrativa consolidata nel trattamento sintomatico delle fasi infiammatorie e dell'osteoartrosi. Nell'osteoartrosi del ginocchio, le linee guida dell'American College of Rheumatology/Arthritis Foundation esprimono una raccomandazione forte a favore dei glucocorticoidi intra-articolari.

Il loro effetto è prevalentemente sintomatico e generalmente limitato nel tempo. Una revisione sistematica del 2024 ha evidenziato come le prove disponibili non consentano di stabilire quale corticosteroide o dosaggio rappresenti lo standard ottimale.

L'esistenza di una terapia validata non implica che ogni modalità di somministrazione possieda pari efficacia o sia priva di limiti.

Acido ialuronico

L'acido ialuronico intra-articolare è ampiamente impiegato nell'osteoartrosi del ginocchio, ma la sua indicazione varia nelle differenti linee guida internazionali. Una revisione delle linee guida cliniche evidenzia una marcata eterogeneità nelle raccomandazioni relative ad acido ialuronico, corticosteroidi e PRP.

La letteratura recente conferma risultati non sovrapponibili: una meta-analisi del 2024 rileva un beneficio sul dolore rispetto al placebo, mentre la rilevanza clinica di tale scarto e i criteri di selezione dei pazienti restano oggetto di dibattito.

L'acido ialuronico non è una terapia universalmente indicata per qualsiasi stadio artrosico.

Platelet-rich plasma (PRP)

Il PRP è un preparato autologo caratterizzato da una concentrazione piastrinica superiore al valore ematico basale.

La letteratura sul PRP nell'osteoartrosi del ginocchio è ampia ma affetta da elevata eterogeneità metodologica: preparazione, concentrazione piastrinica, presenza di leucociti, numero di infiltrazioni, intervalli e selezione dei pazienti variano significativamente tra gli studi.

Assimilare il "PRP" a un trattamento del tutto standardizzato è fuorviante. Alcune meta-analisi recenti evidenziano risultati favorevoli del PRP rispetto ai corticosteroidi su dolore e funzione nel medio-lungo periodo, ma i dati vanno interpretati alla luce della variabilità dei protocolli.

Infiltrazioni e osteoartrosi

L'osteoartrosi è una patologia complessa dell'intera unità articolare. Età, grado radiografico, sintomatologia, stato infiammatorio, allineamento, peso corporeo, livello di attività e comorbidità condizionano la scelta terapeutica.

Le infiltrazioni devono inserirsi in un programma integrato che comprende educazione del paziente, esercizio terapeutico, controllo ponderale, modifica delle attività e opzioni farmacologiche o chirurgiche. Le linee guida OARSI ribadiscono la necessità di adattare il trattamento al fenotipo clinico del paziente.

Il distretto anatomico modifica l'indicazione

Non esiste un'infiltrazione articolare astratta. Ginocchio, anca, spalla e caviglia presentano caratteristiche anatomiche, biomeccaniche ed evidenze cliniche non sovrapponibili.

Nell'anca, ad esempio, le evidenze sul ginocchio non sono traslabili: la revisione delle linee guida evidenzia una convergenza contro l'uso dell'acido ialuronico nell'anca rispetto al distretto del ginocchio.

Ogni trattamento deve essere valutato secondo la matrice: articolazione × patologia × sostanza.

Tecnica infiltrativa

L'efficacia della procedura dipende dall'accuratezza d'esecuzione: identificazione del target, anatomia topografica, asepsi e tecnica d'accesso sono determinanti.

In contesti anatomici complessi o profondi, l'impiego dell'imaging, in particolare della guida ecografica quando appropriata, può aumentare la precisione del posizionamento dell'ago.

La guida ecografica non rappresenta un orpello tecnologico, ma uno strumento di precisione anatomica la cui utilità è subordinata a sede, complessità e obiettivo della procedura.

Quando l'infiltrazione non è indicata

Una corretta indicazione include la scelta di non eseguire la procedura. L'infiltrazione va evitata o procrastinata in assenza di diagnosi definita, in presenza di controindicazioni o quando il rapporto rischi/benefici sia sfavorevole.

Costituiscono controindicazioni o elementi di cautela: infezioni locali o sistemiche, lesioni cutanee nella sede d'accesso, coagulopatie, terapie anticoagulanti o ipersensibilità nota.

Il dolore articolare isolato non costituisce indicazione infiltrativa: la procedura è conseguenza della diagnosi, non il suo surrogato.

BOX TECNICO — Matrice della procedura infiltrativa

La valutazione clinica richiede la definizione di 5 variabili fondamentali:

  1. Target anatomico: articolazione, compartimento o struttura periarticolare.
  2. Indicazione clinica: diagnosi, fenotipo e stadio evolutivo.
  3. Agente infiltrativo: corticosteroide, acido ialuronico, emocomponente autologo (PRP).
  4. Tecnica di somministrazione: anatomica o ecoguidata.
  5. Outcome atteso: controllo della fase acuta, riduzione del dolore, recupero funzionale.

L'evidenza disponibile deve essere interpretata in relazione alla combinazione:

Indicazione × Articolazione × Agente × Tecnica × Outcome

Bibliografia essenziale

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