Come avere cura di un gesso

A cosa serve il gesso in ortopedia?
L'immobilizzazione è il trattamento d'elezione per le fratture, le distorsioni gravi e le lesioni tendinee. Il "gesso" ha uno scopo preciso: mantenere i capi ossei a contatto e immobili per permettere ai processi naturali di guarigione ossea di agire senza interferenze meccaniche.
Materiali e Tipologie
Oggi disponiamo di due materiali principali per il confezionamento:
- Bende gessate classiche: Il metodo tradizionale, altamente modellabile.
- Fibra di vetro (Resina): Più leggera e resistente.
Sotto la parte rigida viene sempre applicata una maglia tubolare in jersey e uno strato di cotone di Germania per proteggere la pelle da irritazioni e decubiti.
Regole d'oro per la manutenzione
- Igiene: Mantenere il gesso asciutto. L'umidità rammollisce la struttura e irrita la cute.
- Niente "oggetti estranei": Mai infilare ferri o penne sotto il gesso per grattarsi; il rischio di piaghe da decubito infette è altissimo.
- Posizione sollevata: Tenere l'arto all'altezza del cuore per ridurre il gonfiore (edema).
- Movimento attivo: Le dita libere devono muoversi continuamente per favorire la circolazione.
Viaggiare in Aereo: Protocolli IATA e BOA
Volare con un gesso richiede precauzioni specifiche dettate dagli standard internazionali IATA (International Air Transport Association) e dalle raccomandazioni della British Orthopaedic Association (BOA):
La regola delle 48 ore: Se il gesso è stato applicato da meno di 48 ore, deve essere fissurato (tagliato longitudinalmente) per l'intera lunghezza prima del volo. Questo serve a prevenire la sindrome compartimentale: l'espansione dei gas e dei liquidi dovuta alla pressione atmosferica in cabina può causare un gonfiore tale da bloccare la circolazione.
- Vettori e Posti: Se il gesso immobilizza il ginocchio, le compagnie aeree (come ITA, Lufthansa o Ryanair) richiedono spesso la prenotazione di 2 o 3 posti a sedere per permettere all'arto di restare disteso.
- Sicurezza: Non è mai consentito sedersi in corrispondenza delle uscite di sicurezza con un gesso.
- Informazione preventiva: È obbligatorio informare la compagnia aerea almeno 48-72 ore prima della partenza.
Dopo la rimozione: la fase di recupero post-gesso
La rimozione dell'apparecchio gessato non coincide con il completo ripristino funzionale dell'arto, ma ne segna l'inizio. La protratta immobilità comporta adattamenti biologici fisiologici che il paziente deve conoscere per affrontare la riabilitazione con consapevolezza:
- Ipotrofia muscolare e rigidità articolare: Il disuso prolungato riduce il volume muscolare e irrigidisce le capsule articolari e i tendini. Il recupero della forza e dell'escursione articolare richiede un programma progressivo di chinestesi e carico graduale.
- Edema transitorio da de-compressione: La perdita del contenimento rigido esercitato dal gesso provoca spesso una stasi venoso-linfatica con gonfiore dell'arto declive. È consigliabile alternare momenti di carico al riposo in scarico idrostatico.
- Modifiche cutanee e ipertricosi di rimbalzo: La cute sotto il gesso appare inizialmente secca, squamata e desquamante. Nei pazienti in età evolutiva ed adolescenti, è frequente riscontrare un'iperestesia cutanea e un'ipertricosi transitoria (sviluppo di peluria più folta ed asimmetrica), fenomeno benigno dovuto alla vasodilatazione reattiva e all'iperemia locale che regredisce spontaneamente nei mesi successivi.
Segnali di Allarme: quando contattare il medico?
Recatevi immediatamente in Pronto Soccorso se avvertite:
- Dolore insopportabile ("da urlo") che non risponde agli analgesici.
- Formicolio persistente o perdita di sensibilità (mani o piedi "addormentati").
- Dita pallide, fredde o, al contrario, violacee e caldissime.
- Cattivo odore o macchie di sangue che filtrano dal gesso.
Dr. Giuseppe Fanzone
Specialista Ortopedico (ASP Enna) — Albo CL1985
Certificazione scientifica: ORCID: 0000-0002-7716-3524
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